Gianni Berengo Gardin Mostra a Palazzo Reale a Milano

Berengo Gardin Mostra

Gianni Berengo Gardin – Storie di un fotografo – Mostra a Palazzo Reale a Milano

Ho avuto oggi la possibilità di vedere la mostra “Storie di un Fotografo” di Gianni Berengo Gardin a Milano, Palazzo Reale, dal 14.06 al 08.09.2013; vi invito ad andare a vederla se potete perché veramente bella.

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Gianni Berengo Gardin, nato a Santa Margherita Ligure, in provincia di Genova, il 10 Ottobre 1930, inizia ad occuparsi di fotografia dal 1954; comincia la sua carriera di fotoreporter nel 1965, quando lavora per “Il Mondo” di Mario Pannunzio; negli anni a venire collabora con le maggiori testate nazionali e internazionali (Domus, Epoca, Le Figaro, L’Espresso, Time, Stern). Il suo modo caratteristico di fotografare, il suo occhio attento al mondo e alle diverse realtà, dall’architettura al paesaggio, alla vita quotidiana, lo hanno portato al successo internazionale e lo rendono un fotografo molto richiesto anche nel mercato della comunicazione d’immagine.

Berengo Gardin mostra

Dopo il grande successo alla Casa dei Tre Oci a Venezia, la mostra arriva a Milano a Palazzo Reale presentandosi al pubblico arricchita di una nuova sezione dedicata alla Gente di Milano, con 40 fotografie, con i volti, i cortili, la storia della città che lo ha adottato, e che proprio quest’anno lo ha insignito dell’Ambrogino d’oro.

Berengo Gardin mostra

Berengo Gardin mostra

La mostra, con le sue 180 immagini rappresenta la più grande retrospettiva del maestro. Vi sono inoltre numerosi approfondimenti, in particolare la serie Morire di classe, realizzata su commissione di Basaglia, che indaga sulla drammatica situazione dei manicomi in Italia, per cui Berengo Gardin ha realizzato una storica inchiesta, e sul lavoro degli zingari, una ricerca che ha portato il fotografo a vivere in tre campi nomadi: “gli zingari sono sempre prevenuti nei confronti della macchina fotografica proprio perché, solitamente, si fotografa il lato negativo della realtà” racconta Berengo Gardin, “per me è stato difficile entrare in questo mondo, ma quel che mi resta da questo reportage è la generosità, la poesia e la musica”. Molte anche le aree a tema, quale quella dei baci, mentre al centro delle sale sono presenti libri sul fotografo e le macchine fotografiche utilizzate.

Berengo Gardin mostra

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La vera grandezza di questo testimone del nostro tempo, sta proprio nella capacità di raccontare, nei suoi scatti in bianco e nero, le storie senza pregiudizi, una ricchezza di sentimenti attraverso una narrazione lineare e coerente. Come descrive Denis Curti: “La sua grandezza è la semplicità. O meglio la capacità di rendere leggibile la complessità del mondo. Quel modo diretto e senza scorciatoie di guardare dritto negli occhi. Nelle sue storie c’è una quantità umana che corrisponde al suo amore per la vita. C’è commozione senza retorica. C’è quel Gianni Berengo Gardin che guarda avanti senza smettere mai di voltarsi indietro”. Considerato da molti il più rappresentativo tra i fotografi italiani, ha cominciato nel 1954 a lavorare seriamente con la macchina fotografica, girando il mondo con la macchina fotografica al collo e usando sempre la pellicola. “Il mio lavoro non è assolutamente artistico” racconta Berengo Gardin, “e non ci tengo a passare per un artista. L’impegno stesso del fotografo non dovrebbe essere artistico, ma sociale e civile”. Dal bisogno di raccontare, soprattutto di documentare, la fotografia diventa la testimonianza: tramite le folle, l’infanzia e il tempo, il lavoro: quello che ci fa ricordare come eravamo e come è cambiata la nostra vita. Un racconto per immagini in cui ciascuno di noi ritrova un po’ di se stesso, della sua storia, dei suoi ricordi.

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Figura tra le più prominenti e longeve del foto-giornalismo italiano, Berengo Gardin racconta la vita politica, i cambiamenti sociali, gli eventi che hanno marcato la storia del nostro Paese, ma anche la vita per le strade, la gente che si incontra per caso, gli abbracci sorprendenti e spontanei. Berengo Gardin dice di dover tutto alle sue macchine fotografiche, soprattutto la sua Leica, vera e fedele compagne di vita. In occasione della mostra, Leica regalerà al pubblico le visite guidate alla mostra: Gianni Berengo Gardin e Denis Curti saranno guide d’eccezione per narrare altre storie, la gente di tutti i giorni, quelli che non vengono notati: “ci sono storie con tanta quantità umana che ci permette di ragionare, ma anche di guardare avanti con maggiore consapevolezza”.

La mostra, prodotta da Civita Tre Venezie e da Forma, sarà accompagnata da un catalogo edito da Marsilio Editori, anch’esso curato da Denis Curti.

Di seguito gli orari:

Palazzo Reale Milano: lunedì 14.30 / 19.30 – martedì – domenica 9.30 / 19.30 – giovedì e sabato 9.30 / 22.30 – il servizio di biglietteria di Palazzo Reale termina un’ora prima della chiusura.

INFOLINE E PREVENDITA della mostra Gianni Berengo Gardin Storie di un fotografo: www.comune.milano.it/palazzoreale – www.mostraberengogardin.it.

Di seguito una galleria delle foto scattate:

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